Borghi d'Italia

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Basilicata-Lucania: nomi e memorie

Basilicata, Italia

Due nomi per definire una terra che sa raccontare al meglio come la bellezza, la memoria, il rispetto della cultura dei luoghi, uniti a una visione alta del presente e del futuro, possano dare nuova vita a un’intera regione. Da terra di abbandoni, quasi un’altra Italia dai contorni difficili, la Basilicata è diventata motivo d’ orgoglio nazionale e internazionale, scenario di un’offerta d’ospitalità e turismo originale, dove il passato è motore di una modernità positiva e coinvolgente. La regione di oggi, corrispondente alle province di Potenza e di Matera, è solo una parte dell’antica Lucania, i cui confini si allargavano più a occidente; ma anche lo stesso nome Basilicata ha storia millenaria e può, secondo gli studiosi, vantare origini e riferimenti bizantini. Sta di fatto che questa particolare cerniera di natura e cultura nel cuore del Sud, comunque la si voglia chiamare, concentra in pochi chilometri oltre a centri storici del tutto eccezionali, paesaggi di mare, monti, colline, campagne spettacolari, capaci con la loro varietà e intensità, di conquistare ogni visitatore. In più in Basilicata si respira a pieni polmoni la presenza forte e costante della tradizione locale, che diventa modo di vivere distintivo, civiltà ospitale, regalo di sapori e profumi intensi per chi cerca luoghi autentici.

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Un bove che pascola dietro una siepe di fichi d’india, fra le colonne del tempio di Hera, nella terra che fu di Pitagora; una bimba scalza che gioca con la sua trottola fra le quinte di pietra della Rabatana, l’antico borgo saraceno di Tricarico; un gruppo di donne chiuse nei loro scialli neri su uno sfondo di argille bianche, Attigliano o a Craco come in una Gerusalemme senza tempo; il battere dei ferri di un mulo sui selci di una scalinata di Avigliano; il profumo del pane cotto nei forni a fascine di Tolve; la vetta innevata di Serra Dolcedorme sui suoi 2000 metri del Pollino; lo scintillio azzurro dei laghetti vulcanici di Monticchio tra il verde cupo dei faggi e il rosso ruggine delle ristoppie; l’alta costa rocciosa che a Maratea scende a picco nel Tirreno: tutto questo è Basilicata.
Michele Abbate, 1968
O fonte di Bandusia chiara / più del cristallo, / di dolce vino amica e di fiori […] Sarai una fonte nobile / per me che canto la foresta / di querce alte sul monte / ove sgorga tra i sassi / la tua onda sonora
Orazio, Carmina III, 4
Al pellegrino che s’affaccia ai suoi valichi,
a chi scende per la stretta degli Alburni
o fa il cammino delle pecore lungo le coste della Serra
al nibbio che rompe il filo dell’orizzonte
con un rettile negli artigli, all’emigrante, al soldato,
a chi torna dai santuari o dall’esilio, a chi dorme
negli ovili, al pastore, al mezzadro, al mercante
la Lucania apre le sue lande,
le sue valli dove i fiumi scorrono lenti
come fiumi di polvere.
Leonardo Sinisgalli, 1943