DOVE
Petralia Sottana, Palermo, Sicilia
QUANDO
Domenica, 25 Giugno 2017

Contatto 
Santino Scileppi TEL3396478721 0921 641031 E-MAIL Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Festa Patronale di San Calogero

Legato alle celebrazioni e ai riti pagani di Kronos, (per i romani Saturno) protettore dell'agricoltura, dal 1860 il 18 giugno viene festeggiato il Santo Patrono di Petralia Sottana, San Calogero. Molto emozionante è la processione per le vie del paese, festa di popolo dove sacro e profano si incontrano e si perpetuano. La statua di San Calogero, opera di Frate Umile Pintorno (XVII sec.), viene portata a spalla per le vie del paese dentro una pesantissima “vara” (fercolo) di legno (18 quintali) opera di Mastro Gio Pietro Ragona, scultore di Petralia Sottana del XVII secolo, ma rimaneggiata nei decenni a seguire. I preparativi della festa iniziano con la “sittina”, sette giorni che precedono la festa: oltre l’officiatura di una messa mattutina sono previste: Il Rosario popolare cantato, la recita di una Coroncina, le Invocazioni cantate, le preghiere al Santo Patrono, il canto di Inni. La sera della vigilia ha luogo 'a xiàcculiata (la fiaccolata), i bambini accompagnati dai genitori si recano nella chiesa della Misericordia per ritirare una crucicchia cu 'i lampiuna ossia un'asta a forma di croce ai cui bracci sono appesi lampioncini di carta colorata. Il Santo e la vara rientrano in chiesa e inizia a spinnata da vara e du Santu, ossia il Santo viene spogliato delle sue vesti preziose e rivestito con quelle lignee per essere così innalzato sull’altare che lo ospita in Chiesa Madre. Ad addobbare la “vara” di San Calogero di Petralia Sottana, oltre gli ex voto, non mancano mai rose, gigli,“scocche di frummientu” (spighe), fave e amarene. Nella simbologia le amarene, hanno lo scopo di favorire e di proteggere i raccolti, simbolo di prosperità. Anche le fave fanno parte di quei frutti offerti durante i riti nei lavori dei campi; sono un simbolo di fertilità, di reincarnazione e rappresentano il primo dono venuto dalla terra e l'inizio dei riti di primavera. La spiga è legata al culto di Cerere, la dea delle messi, ma è anche simbolo di carità e d'abbondanza, della morte e della rinascita, simbolo della crescita e della fertilità perché è insieme nutrimento e seme. A precedere la processione è un gruppo di “giocatori di palio”, che esibiscono forza e abilità, con un chiaro riferimento fallico, nel “giocare” una pertica vestita con uno stendardo con l'effige del Santo e ornata dai caratteristici “giummi”. In occasione di questa festa viene allestita una fiera nel corso principale.