Paesaggi d'Italia

5114-Colline-campagne-toscane.jpg

Colline e campagne toscane

Toscana, Italia

C’è chi ha detto che “la campagna toscana è stata costruita come un’opera d’arte da un popolo raffinato”. Forse non bisognerebbe aggiungere altro, perché è certo che le vedute delle campagne di questa regione, sono l’icona che, con la forza propria solo di pochissime altre, modella da secoli l’immaginario dell’Italia più bella e civile. Il disegno dell’uomo, nelle sue espressioni più alte, la capacità di progettare nel migliore dei modi i luoghi, gli spazi e lo stile di vita, hanno incontrato una terra fertile, dove i frutti migliori e più abbondanti si sono colti, e si continuano a cogliere, tenendo nel dovuto equilibrio due componenti, ritenute entrambe indispensabili e forse addirittura indistinguibili una dall’altra: lavoro e bellezza.

Leggi le citazioni

La campagna toscana è stata costruita come un’opera d’arte da un popolo raffinato, quello stesso che ordinava nel ‘400 ai suoi pittori dipinti ed affreschi: è questa la caratteristica, il tratto principale calato nel corso dei secoli nel disegno dei campi, nell’architettura delle case toscane. È incredibile come questa gente si sia costruita i suoi paesaggi rurali come se non avesse altra preoccupazione che la bellezza.
Henri Desplanques 1975, tra anni ’50 e ’60
La Toscana è bella d’autunno. Puoi camminare lungo sentieri che hanno il profumo dei funghi e delle ginestre, ascoltare le voci del vento che chiama dai poggi orlati di cipressi e di abeti, ed è tempo di vendemmia, l’uva si gonfia violetta tra i pampini fitti, i fichi pendono dolci dai rami che fremono di fringuelli e di allodole, nei boschi le foglie si accendono di giallo e di arancione bruciando il monotono verde d’estate.
Oriana Fallaci, 2009
Colline di Toscana, coi loro celebri poderi, le ville, i paesi che sono quasi città, nella più commovente campagna che esista.
Fernand Braudel, 1949
(Valdarno) Rivedevo il mio dolce paese di Toscana, là dove è più bello, più sereno, più consolato e consolante, in Valdarno. Vedevo la verde pianura ad aiuole quasi di giardino, tutte alberate, che a mano a mano si libera come ridendo dalle strette dei colli digradanti, e di quando in quando è rinserrata, come con una ripresa d’ultimo e appassionato abbracciamento, dai colli che risalgono e le stringono sopra.
Giosuè Carducci, 1883 - 1884