Paesaggi d'Italia

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Coste e mari di Calabria

Calabria, Italia

Non sono solo i circa 800 chilometri bagnati dallo Ionio e dal Tirreno a rendere impossibile un’immagine complessiva delle coste della Calabria, ma è piuttosto la loro varietà assoluta, il gioco portentoso, quasi bizzarro, del paesaggio marino in tutte le sue possibili espressioni, da quelle più rassicuranti e tranquille di larghi arenili, a quelli più frastagliati e ornati di rocce che si alzano su acque di cristallo. C’è chi parla delle coste più belle d’Italia, sicuramente quelle calabresi sono tra le più sorprendenti, potendo vantare panorami di natura e di cultura magnificamente appartati, ma pure tanti altri paesaggi diventati ormai famosi per la loro unicità. I nomi stessi delle coste provano a rendere un’idea delle tante evocazioni sensoriali, estetiche, storiche e mitologiche di cui sono capaci le marine calabresi: Costa degli Achei, Costa degli Aranci,Costa degli Dei, Costa dei Saraceni, Costa Viola, Riviera dei Cedri, Riviera dei Gelsomini. Si fa di tutto per nominare al meglio paesaggi che le parole non bastano a descrivere e definire.

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Lo splendore vivace della costa tirrenica nei suo tratti più fertili non ha nulla a che fare con lo splendore disperato della costa ionica nei tratti non ancora trasformati dalla bonifica.
Guido Piovene, 1963
Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni. Ululano ancora le Nereidi obliate in questo mare, e in questo cielo spesso ondeggiano pensili le città morte. Questo è un luogo sacro, dove le onde greche vengono a cercare le latine; e qui si fondono formando nella serenità del mattino un immenso bagno di purissimi metalli scintillanti nel liquefarsi, e qui si adagiano rendendo, tra i vapori della sera, imagine di grandi porpore cangianti di tutte le sfumature delle conchiglie. È un luogo sacro questo.
Giovanni Pascoli, 1908
La più deliziosa e incantatrice contrada d’Italia per l’amenità sua è certamente il litorale di Reggio, tutto coperto di giardini piantati d’agrumi d’ogni sorta. L’odore soavissimo che spargono i loro fiori verso sera, la freschezza che mantengono, la gentilezza dei casini di campagna, la bontà, la cortesia, le maniere agevoli degli abitanti rendono quel paese superiore a qualunque altro che io conosca.
Giovan Battista Fortis, 1780
A Pizzo e a Tropea rimani senza respiro: ti vien voglia di spiccare un volo nell’infinito. Non credo che al mondo esista qualcosa di più suggestivo. Lo splendore del cielo e del mare e il verde argenteo degli ulivi che coprono le colline dominano così prepotentemente che ti ipnotizzano. Le Eolie sono davanti e pare danzino come ninfe per attrarti a loro.
Saverio Strati, 1968
Costruita in modo pittoresco non lontana dal mare, Palmi è protetta sul lato opposto dal monte Corona, il più magnifico belvedere di tutta la costa e forse della Calabria intera; all’inizio cintato d’ulivi, poi da castagni secolari, il monte Corona, o di Sant’Elia (porta infatti due nomi), è sormontato da una chiesa e da tre croci, che, da lontano gli danno l’aria del Calvario sul Golgota. Giunto alla vetta ci si inginocchia, ma non ai piedi della croce; nel XIX secolo ci si genuflette solo davanti alla natura. Nessun posto è più affascinante, nessuno più adorabile.
Charles Didier, 1829-1830
Tutt’intorno erano aranceti, i più belli che abbia mai visto, e sulla massa compatta dello scuro fogliame, gremito di frutti quasi maturi, si effondevo lo splendore del cielo occidentale. Era un quadro insuperabile nella ricchezza dei toni, il denso fogliame, del verde più intenso e più caldo, brillava e lampeggiava, con una magnificenza accresciuta dal riverbero delle innumerevoli sfere d’oro che lo ornavano. Al di là, il mare incantato, rosso e violaceo, mentre il sole splendeva all’orizzonte che si faceva indistinto. A levante, al di sopra della Sila, era una luna quasi piena, gialla, come le foglie autunnali, in un cielo leggermente azzurrato. Nella mia geografia sta scritto che tra Catanzaro e il mare si trovano i giardini delle Esperidi.
George Gissing, 1897