Paesaggi d'Italia

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Dal Lago di Garda alla Valpollicella

Veneto, Italia

Il più grande lago italiano ha attratto da sempre artisti e poeti, oltre che ospiti affezionati, perché ha in qualche modo segnato uno stile lacustre nazionale, fatto di vedute romantiche, di spazi perfettamente curati, dell’insieme di mondanità con gli ozi riflessivi. Il Lago ha funzionato da catalizzatore di sensazioni, mettendo insieme panorami naturali di straordinaria suggestione con le influenze storiche, culturali estetiche che arrivano dalle tre regioni che lo toccano: il Veneto, la Lombardia, il Trentino. Il versante veneto comprende i centri di Peschiera del Garda, Castelnuovo del Garda, Lazise, Bardolino, Garda, Torri del Benaco, Brenzone, Malcesine, alcuni la chiamano Riviera degli Ulivi, ma qui oltre agli ulivi ci sono le spiagge luminose e accoglienti, i centri e gli edifici storici di diverse epoche e stili, i monti famosi sullo sfondo, una gastronomia di prim’ ordine, vini, come quelli “storici” della Valpolicella, che hanno conquistato i gusti più esigenti. Verso est si stagliano i monti Lessini che dominano un’area custode di rarità naturali (fossili, doline, grotte) di paesaggi e panorami di gran pregio, tanto singolari e conservati da meritare la cura e l’attenta proposta turistica dell’Ente Parco Regionale della Lessinia”.

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Si snoda da Peschiera la strada che affianca il Garda fino a Riva nel Trentino, dove si congiunge con l’altra che, iniziando a Desenzano, prosegue per il lato occidentale del lago. Al centro, al termine di una sottile lingua di terra, la bellissima Sirmione, celebrata da Catullo e poi da altri fino a L. H. Lawrence e a Gide, ideale punto di partenza per chi desidera visitare e conoscere il lago di Garda.
Per Lawrence il Garda era come la « prima creazione». Ecco una delle sue annotazioni di viaggio: «Eravamo sempre a livello con la neve della montagna di rimpetto. Uno strano azzurro puro si stendeva sulle colline a destra e a sinistra. C’era stato vento, ma ora era tutto fermo.
Un pulviscolo iridescente vaporava dall’acqua sopra alla sponda lontana dove i villaggi erano gruppi di puntolini bianchi. Sulla superficie del mondo, sul lago, un battello dalle vele arancione si appoggiava gracile all’acqua turchina, screziata di spume.
Giacomo Antonini, 1964
(Sulla Valpolicella)
Son cari a Bacco questi colli, e cara 
Questa fonte alle Naiadi è non meno. 
Se troppo di quel Nume hai caldo il seno, 
Tu con quest’acque a rinfrescarlo impara.
Ippolito Pindemonte, 1723 - 1828. Iscrizione sopra una fonte